*Sara*'s profile..il vento.. può spezzar...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
..il vento.. può spezzare i sogni di una farfalla?..ancora di me.. |
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September 13 ..domande.Eccomi di ritorno. Ancora. L’ennesima volta. Ma ormai.. è abitudine. Periodo estremamente pesante. Ma siamo sicuri di essere state in vacanza? SICURISSIMA. O almeno, le mie finanze, lo sono! Troppo lavoro, troppo stress. Tante incazzature. E delusioni. Lui, che si dimostra più stronzo e disumano che mai. E tu, che sei sempre pronta a difenderlo anche quando sai PERFETTAMENTE che non lo dovresti fare. Che pure lui, e che c***o, fa degli errori. ENORMI. Poi che fai? Ti metti in un angolino e cominci a strappare i petali di una margherita che, povera crista, non c’entra nulla con le tue sofferenze d’amore. Sto con lui.. Non sto con lui.. Ci sto.. Non ci sto.. E ti metti a pensare ai mille momenti che hai vissuto con lui. A tutte le volte che ti ha detto di farti gli affari tuoi. A tutte le volte che ti ha chiesto di aiutarlo con la sua famiglia. A tutte le volte che ti ha baciato. A tutte le volte che avete litigato. A tutte le volte che avete fatto l’amore. Pensi. Piangi. Ti disperi. E torni a pensare. Ma vale davvero la pena trastullarsi le membrane cellulari con mille domande senza risposta? Fa per me? Cosa ci faccio con lui? Mi ama? Gli dimostro quanto tengo a lui? Perché, a volte, è così scontroso? Perché non mi rendo conto che lui mi desidera? BASTA!! Ho bisogno di riposo. Per i miei pensieri. Vorrei che Iacopo fosse qui. Sento tanto la sua mancanza. Con me non ci vuole più parlare. Meglio chiudere definitivamente. Ma che palle! È sempre stato l’UNICO punto fermo della mia vita. Doveva per forza lasciarmi così? Ho bisogno di ossigeno. Aria nuova. Persone nuove. Oppure. Più semplicemente, ho bisogno di ritrovare me stessa. Si può fare? Ci posso sperare? Posso credere che non tutto è perso? Posso credere che gli sforzi che una persona fa nella propria vita, prima o poi, verranno ricompensati?È così sbagliato pensare in grande per la propria vita? April 25 ..la mia mamma...tanto lo sapevo. Che prima o poi saresti tornato. Che bello sentirmi ancora indispensabile per te. Ed è proprio vero: è stato strano risentirti in notturna come non facevo da tempo. Tante cose sono cambiate, soprattutto tra noi, ma sei proprio il solito scemo. Né più né meno. Ed è giusto così. Lo considero un bene. Un bene immenso. Spesso penso ancora che l’origine delle mie crisi stesse nella “non” presenza di persone che ritenevo fondamentali per il mio quieto vivere.. Ma sarà realmente così? Non lo so. Ho solo capito che ora come ora devo vivermi tutto come viene. Punto. Non devo cercare di capire ne il perché ne il come delle situazioni che mi travolgono. Devo VIVERE. E basta. Finalmente martedì mamma ha terminato le riprese di “Cambio vita: mi trasformo!”. Siamo arrivati a Villa Borromeo alle 15.30 ca. tutti preoccupati, in ritardo netto. Pensavamo ci avrebbero ucciso. Sarebbe stato il minore dei mali! Macchè. Abbiamo registrato alle 23.30. eravamo esausti. Le bimbe non si potevano più tenere. Ma vi giuro che ne è valsa davvero la pena. A prescindere dal fatto che ho visto la Natasha Stefanenko [che gran pezzo di donna], mamma era davvero di una bellezza incredibile. Non mi ricordo in 24 anni (quasi) di averla mai vista tanto raggiante e sicura di se stessa. Davvero. Me ne sono innamorata. 9 ore di attesa tra incazzature, foto, risate e troniste improvvisate che davvero sono state ripagate nel migliore dei modi. La gioia sul volto di mia madre. All’inizio pensavo fosse una scemata. Non pensavo l’avrebbero mai richiamata. Invece, in meno di una settimana, le (e ci) hanno rivoluzionato la vita. Casting, visite, registrazioni. E poi il tanto desiderato intervento. 7 ore di attesa e un sottile ma palpabile velo di paura che mi ha accompagnato per tutto il tempo. La troupe ECCEZIONALE. Nel vero senso della parola. Dal primo all’ultimo hanno aiutato me e la mia famiglia a sentirci a nostro agio. Ci hanno insegnato ad essere naturali davanti alle telecamere. Sono riusciti a tirare fuori pensieri e parole che probabilmente non avremmo mai potuto esternare. Martedì c’era un po’ di tristezza in tutti noi. Mamma in primis. Deve così tanto a queste persone. Le hanno permesso di realizzare un sogno. Il SUO sogno. Che donna. Immagino che tutti abbiano una visione idilliaca della propria madre. Ma la mia, la mia non lo è mai stata. Non ho mai imparato ad apprezzarla in pieno fino all’anno scorso. Quando mi ha aiutata con le crisi di panico. È l’unica che mi ha sempre capita fino in fondo. L’unica che mi abbia sempre sostenuta in ogni mia scelta. Ogni mio errore. Ogni mio pianto. Ogni mio sorriso. L’esperienza con questo programma televisivo mi ha “costretta” a vedere tante altre cose di mia madre che prima davo per scontate. È lei la mia ragione di vita. È lei che mi obbliga a lottare ogni giorno. È lei. So di non essere un esempio modello di figlia. Le mie cazzate [troppe] le ho fatte pure io. Ma lei, è sempre stata lì. Sempre. A volte mi rendo conto di essere troppo mielosa. Ma ho bisogno di sfogarmi. E scrivere mi aiuta immensamente. Tornando al principio di questa pagina sono contenta che Iacopo si sia fatto risentire. È inutile negare che fa parte di un passato IMPOSSIBILE da cancellare. Sono anni che ci provo. Ed è sempre peggio. Quindi. Va bene così. Accontentiamoci di quello che ho. ..non mi manca nulla. April 20 ..buona domenica.Tanto per cambiare mi sono presa una pausa un po’ troppo lunga. Ma vabbè. Che ci posso fare? Sono fatta così. [Fernando mi direbbe che non esiste la frase sono fatta così. Uno può sempre cambiare, ci vuole la volontà. Ma io ci credo poco] Settimane pesanti queste. L’operazione di mamma. La convalescenza. Io, donna di casa a tutti gli effetti. Con vantaggi (pochi) e non (decisamente di numero superiore). Il caos. Le bambine a scuola. Le divise di mio fratello. Il pranzo per mia sorella. La sveglia per papà. È una donna di ferro mia madre. Come faccia a far quadrare la vita di 7 persone ancora non mi è chiaro. Ed eccomi alla belligerante conclusione che la vita casalinga non fa per me. Non so se il tutto è dovuto al fato che in casa mia siamo la metà di mille e quindi diventa tutto più pesante. Resta il fatto che non voglio dover passare tutta la mia vita a far questo. Nulla contro le casalinghe. Assolutamente. Ma dico che dovrebbe cominciare ad essere considerata come una professione vera e propria. Perché per essere mamma, moglie e casalinga ci vogliono le palle. Io non so se ne sono dotata e se mi spunteranno prima o poi. Non mi resta che aspettare. Nel frattempo sono stata sorpresa (non molto felicemente) da un paio di attacchi di panico che mi hanno fatto venire i nervi. Più forti e accaniti del solito questi mi accompagnano dalla bellezza di 10 mesi. E mi sono già rotta i tanto famigerati coglioni citati nel paragrafo precedente. L’altra sera accompagnano Fe a casa mi è stato fatto presente che parlo sempre di futuro. Di una vita insieme. Di una famiglia. Di un figlio. Cose a cui tengo particolarmente. [Sara, ma come puoi parlare di tutto questo se non riesci nemmeno a vivere qui con me?] Bella domanda. Massacrante sarebbe il termine corretto. Già. Come faccio? Mi sono messa in testa che solo quando sto con la mia famiglia mi sento bene. Stronzata. Appunto perché l’ultimo di questi attacchi mi è venuto proprio mentre me ne stavo comodamente seduta sul divano di casa con accanto mia madre. [Che differenza c’è tra qui e lì? Se non troviamo una soluzione, io non so come va a finire] Cazzo. Non ho bisogno che mi venga messa fretta ora. Proprio no. Nemmeno io mi diverto a fare avanti e indietro mille volte al giorno. Ma è l’unica cosa che mi viene da fare ora. Magari tra 7 giorni la penserò diversamente. Ma ora, non vedo soluzioni accettabili o che possano adattarsi ad una situazione come la mia. Mah. Assurdo. Domattina passo dalla Robi. È tornata a casa oggi. Barbara è andata a trovarla stamattina. Mamma mia. Vederla in TV è stato incredibile. Peccato abbia perso. Meritava. Molto più di Marco. Ma evitiamo la polemica. O rimango qui gli anni. Anche per oggi è andata. Pensavo peggio. Ho ancora un gran sonno però. Ma quando avrò un bimbo, come farò? [Alle notte insonni e alle poppate notturne penso con un sorriso più che terrorizzato..] Buona domenica. Sara March 23 ..certo che poi..Dio, che schifo. Negli ultimi giorni troppe volte mi sono sentita addosso quella sensazione di panico che conosco benissimo. La paura del niente non mi lascia stare. E sono stanca. Stanca morta. Non riesco a ragionare. Perdo il controllo di me. Nonostante sappia che sto fisicamente bene ogni minimo dolorino che sento riesco a farlo diventare una tragedia. Ed io non voglio star così. Io non sono così. Cazzo. Non lo sono. “..ma Sara.. ti vedo bene sai? Stai meglio vero?” Vero. Sto ancora malissimo. E a chi lo posso dire? A nessuno. Odio piangermi addosso. Ma solo chi ha avuto attacchi di panico sa cosa posso provare ora. Quella sensazione di impotenza mi accompagna da quasi un anno. Brutta ricorrenza da festeggiare. Eppure è lì. Che non se ne va. Non ne ha voglia. O più semplicemente, sono io che non sono in grado di mandarla via. Tutto qui. L’altra sera gli ho scritto una lettera. Non so perché. Ormai è più di un anno che ha deciso di andarsene dalla mia vita. Eppure io, boh, non riesco a liberarmi del suo pensiero. Ogni tanto mi scrive sms. Li detesto. Soprattutto per il fatto che poi quando sono io a cercarlo non si fa mi trovare. Ma da me che vuole? Perché non riesco togliermelo dalla testa? È tutto un caos. È un dei periodi più stressanti in assoluto. Ne uscirò? Mah. Mai dire mai. Però. Che palle…
Ps: BUONA PASQUA A TUTTI QUANTI…
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